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mercoledì 29 aprile 2015

USURA, UNA STORIA INFINITA - di Alessandro Mezzano


Parecchi secoli fa un ometto di indubbio ingegno che si chiamava Aristotele diceva:” nummus nummum parere non potest” che tradotto dal latino, idioma nel quale era riportato, significa: il denaro non può generare denaro.
La stessa Bibbia condanna l’usura nell’Esodo, nel Levitico ed anche nel Deuteronomio.
Anche S.Luca, nel suo vangelo ( 6,34s) dichiara che l’usura è peccato e la chiesa cristiana, nel 1274, nel congresso di Lione, sancisce che è peccato prestare denaro a qualsiasi interesse.
Da qui nasce la legittimazione ad esercitare l’usura per i giudei che iniziano ad esercitarla  anche se questa è espressamente proibita dalla bibbia, ma probabilmente in modo per loro lecito in quanto il Talmud dice che molte cose che se fatte ai giudei sono peccato, non lo sono invece se fatte ai “Goym” e cioè al resto dell’umanità che non ha la stessa dignità umana del “popolo eletto”.
Nei primi anni del 500 la chiesa cambia idea e si pronuncia con un certo possibilismo in favore dell’usura.
Martin Lutero ( 1483 – 1546 )  condanna l’usura con la stessa risolutezza dei Padri della Chiesa ed afferma che:” il profitto su di un Mutuum, a chiunque fatto, è peccato mortale”
Ma già dopo 20 anni i toni si ammorbidiscono e la condanna è solo per chi applica tassi troppo esosi.
La chiesa Cattolica nel concilio di Trento ( 1545 – 1563 ) deve controbattere la “concorrenza” dottrinale di Lutero e pertanto condanna nuovamente e recisamente l’usura che fa ricadere nel 7° comandamento “ Non rubare”.
Una semplice dichiarazione che affermi la liceità dell’usura è sufficiente per essere dichiarati eretici e scomunicati, così come l’autorizzazione a fondare un “Banco di pegno o di prestito”
Calvino accetta e predica la liceità del prestito ad interesse a cui non pone limiti, ma anzi introduce il concetto che la ricchezza è un dono di Dio a chi è nella sua grazia, al contrario della povertà che è una punizione per coloro che non sono in grazia di Dio …
Questo aberrante e disumano concetto calvinista permea la cultura Americana ( non scordiamo che i “padri pellegrini” tra i fondatori della colonia Americana erano calvinisti ) ed è a tutt’oggi il principio che informa la società USA.
Nel 1625 Francesco Bacone espone una teoria favorevole all’usura dicendo in sostanza che essendo essa un male inevitabile fosse meglio regolamentarla per legge.
Nel 700, con l’illuminismo e con il capitalismo di Adam Smith, riprende vigore la tesi della liceità dell’usura mentre la posizione ufficiale della chiesa è ancora contraria tanto che a Verona Scipione Maffei, per avare scritto un trattato intitolato “ Dell’impegno del denaro” in cui fa una strenua difesa dell’usura, viene condannato dalla inquisizione della repubblica di Venezia al bando da Verona ed a 4 mesi di confino.
Solo dopo il 1789, quando l’assemblea costituente francese decretò la libertà del  commercio e del credito, anche la chiesa non condannò più l’interesse finanziario in genere, ma si limitò alla condanna dei tassi usurai eccessivi.
Il Corano vieta assolutamente il prestito ad interesse che viene condannato in modo esplicito e senza mezzi termini tanto che ancora oggi le banche islamiche non prestano denaro ricavando profitto diretto dal prestito.
Come si vede i giudizi morali sull’usura sono ondivaghi e contingenti e dipendono molto di più dalla visione del potere e dagli interessi momentanei  che da questioni di principio.
Nel  mondo d’oggi dopo che nella guerra tra il sangue e l’oro vinse l’oro, l’usura è assorta a concetto informatore delle economie moderne sino ad arrivare agli eccessi ingovernabili di un’economia speculativa che ha determinato la recentissima crisi mondiale che ha sconvolto ed disastrato i Paesi di tutto il mondo.
Il profitto è divenuto una divinità alla quale si sacrificano tutti gli altri valori, dalla rettitudine, alla legalità, alla coscienza, al benessere generale del Paese ed alla stessa sopravvivenza del pianeta stante che questo sistema sta spingendo il mondo ben al di fuori del “progresso sostenibile” e che l’inquinamento planetario ed i cambiamenti climatici in atto stanno condannando a morte tutta l’umanità!
L’ingordigia fa aggio sulla ragionevolezza ed ottunde l’intelligenza e come Creso che trasformando tutto ciò che toccava in oro non poté più mangiare alcun cibo, così questa civiltà, tutta tesa al profitto fine a se stesso, finirà di autoeliminarsi a causa dei veleni che l’ingordigia del profitto produce ..!!
Si dovrebbe tornare all’equilibrio degli antichi valori e, semplificando, anteporre l’uomo al profitto facendo del denaro un mezzo anziché un fine, ma temiamo che oramai l’umanità sia così ammalata da risultare inguaribile ..
Va bene che nell’economia dell’universo l’umanità non è nulla, meno di un battito di ciglia ed a Uomo scomparso, l’universo non se ne accorgerà neppure …!!
 
Alessandro Mezzano

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