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martedì 2 dicembre 2014

ALLARME CORRUZIONE



Torniamo indietro fino al 2009, in cui sembra che vissero gravi episodi di illegalità, sleale alterazione concorrenza, ove si prende in considerazione l'allarme lanciato dal Presidente dell'autorità per la vigilanza sui contratti pubblici Giampaolino. Questo mancato rispetto delle regole e la presenza radicata e diffusa della corruzione sarebbe causa di una profonda e sleale alterazioni delle condizioni concorrenziali che può contribuire ad annientare le imprese oneste costringendole a uscire dal mercato, e questo è in parte, la colpa della crisi in cui sta attraversando l'Italia, ecco perché, occorre la collaborazione di tutti ma soprattutto dei giornalisti, oggi è una grande responsabilità per i giornalisti che ne dovranno assumere, ma assai difficile, soprattutto, quando la corruzione, a quanto sembra, insorgerebbe all'interno della P.A., e ancor più difficile se sarebbero di gravi episodi di corruzione ed illegalità, ma al contempo, necessario per garantire gli investimenti in Italia e non solo, ma anche la legalità e la crescita economica, mi viene in mente un partito, Italia dei Valori, vedremmo se, il suo segretario Ignazio Messina si impegnerà a combattere la corruzione, e vedremo quali altri partiti politici ne seguiranno.

Fonte:  http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=71478



Andrea Scanzi e lo "SCREAMING" di Giovanni Toti (Forza Italia): scazzottata a 8 e mezzo



https://www.youtube.com/watch?v=3uBkPVnEUxc

L'aria che tira - Forza Italia, Fitto e Toti ai ferri corti



https://www.youtube.com/watch?v=3uBkPVnEUxc

lunedì 17 novembre 2014

COLLOQUIO CON IL SENATORE REMIGIO CERONI



Alberto Calle ha avuto un colloquio con il Senatore di Forza Italia REMIGIO CERONI, durante il colloquio, Alberto Calle ha espresso le sue preoccupazioni in riferimento alla politica estera dell'Italia, parlando della situazione dei due marò, inoltre, ha ribadito la necessità di un'azione più dura nei confronti dell'India, nel secondo piano, ha espresso preoccupazione per l'economia, al quale Il Senatore Remigio Ceroni ha dato il suo parere sulla politica estera e i rapporti con l'India, l'Economia e la Regione Marche.

1) Ormai sono passati più di due anni da quando i due marò sono trattenuti in India, è possibile secondo lei applicare l'art. 5 dello Statuto della Nato, oppure, che pressioni si potrebbe fare contro l'India?
 
L’applicazione dell’articolo 5 della Carta Atlantica per il caso dei due Marò mi sembra un’assurdità alla luce  di quanto è avvenuto. Il segretario generale della Nato si dichiarò all’epoca dei fatti personalmente preoccupato per le accuse di terrorismo rivolte ai due Marò da parte del Governo Indiano e per le implicazioni negative che ne sarebbero potute derivare. Le reazioni del  panorama politico e in particolar modo di Forza Italia, furono comprensibilmente molto dure: l’implicita accettazione da parte dell’Onu dell’accusa di terrorismo mossa dall’India nei confronti dell’Italia, fu offensiva. I due militari si trovavano nelle acque dell’Oceano Indiano per preservare la libertà commerciale, è assurdo non riconoscere il loro ruolo di difensori della legalità. L’Onu nella persona di Ban Ki Moon ha assunto una posizione incomprensibile. Tuttavia devo rilevare che in analoghe vicende il governo italiano non ha certo brillato.
 
2) Come vedono la situazione dei due marò all'interno di Forza Italia, e quale strategia potrebbe suggerire per risolvere la vicenda dei due marò?
 
Le commissioni Esteri e Difesa del Senato, all’epoca,  presentarono una dichiarazione congiunta in cui si chiedeva al Governo un immediato chiarimento sulle dichiarazioni del Segretario Onu. Forza Italia sostiene come strategia principale per la risoluzione della controversia, il coinvolgimento della comunità internazionale; nell’attesa però ha cercato di percorrere anche altre strade come ad esempio la proposta di candidatura dei due Marò a Parlamentari Europei o come il tentativo di esclusione dell’India dall’Expo di Milano 2015.  In occasione della triste ricorrenza dei 1000 giorni dall’arresto dei due Marò, l’Ufficio di presidenza della commissione Difesa della Camera ha deciso di incontrare i rappresentanti del CoCeR della Marina militare giovedì 13 novembre. Il presidente della commissione, Elio Vito (FI) intende ribadire anche in questa occasione la nostra solidarietà e vicinanza ai due fucilieri e alle loro famiglie e sollecitare ancora una volta il Governo e la comunità internazionale a trovare una soluzione positiva a questa vicenda che ha raggiunto una durata inaccettabile.
 
3) Secondo Lei, è possibile programmare un'esercitazione militare della nostra Marina, in acque internazionali ai confini con l'Oceano Indiano, con lo scopo di far pressione sull'India?
 
Personalmente non ritengo utile programmare un’esercitazione militare della Marina ai confini con l’Oceano Indiano. Un’azione simile apparirebbe come una provocazione e servirebbe soltanto ad inasprire le già difficili relazioni diplomatiche con l’India.    

 
4) Passando all'economia, Forza Italia è uno dei partiti in cui ha fatto molto per l'economia dell'Italia, ricordiamo l'abolizione dell'Imu e la riduzione delle tasse, secondo Lei, crede che le tasse stanno distruggendo l'industrializzazione del Paese e quali sforzi farà il partito di Forza Italia, per ridurre le tasse?
 
E’ sotto gli occhi di tutti come questo governo stia ammazzando le imprese italiane. I dati sulla produzione industriale, diramati dall' Istat, denunciano un -2,9% su base annua. Il credito alle imprese cala di un 3,3%. Per salvare la nostra economia bisognerebbe assolutamente aumentare i consumi. Il governo invece sta dimostrando tutti i giorni i limiti della sua politica economica, priva di una qualunque strategia. La situazione in cui si trovano le famiglie e le imprese del nostro paese è la seguente: la prospettiva di un aumento dell' Iva al 25% e delle accise sulla benzina, l'incremento della tassazione sulle pensioni, svuotamento del Fondo per la riduzione delle tasse. Il governo dovrebbe concentrarsi sulle riforme fiscali ed economiche realmente necessarie alla ripresa del Paese.  La legge di stabilità distribuisce un po' di risorse nel 2015 aumentando il debito pubblico e riserva una serie di inasprimenti fiscali per fine 2015 inizi 2016 quando i conti non torneranno. Le politiche economiche degli ultimi tre governi hanno determinato un disastro, tutti i parametri economici segnano l'impoverimento generale del paese. Per evitare il fallimento serve tirarsi su le maniche e lavorare sodo per almeno tre anni. Servono sacrifici e sudore della fronte, bisogna stringere i denti e nell’attesa, aiutare chi non ha il minimo per sopravvivere. 
 
5) Ci può dire che lavori importanti in beneficio del Paese e delle Marche ha svolto il partito di Forza Italia nella 5° Commissione permanente (Bilancio) presso il Senato della Repubblica?
 
Come ben sa Forza Italia sta all’opposizione. Quando si discuterà di temi economici e di questa  Legge di Stabilità. Faremo una serie di proposte interessanti e necessarie per il rilancio del nostro paese. Personalmente posso riferiLe di aver presentato due disegni di legge marginali rispetto alle problematiche del momento ma necessari, uno volto ad apportare modifiche alle norme in materia di elezioni comunali con particolare riferimento ai comuni con popolazione superiore ai 15 000 abitanti, il cui scopo principale è quello di eliminare alcune disfunzioni che si sono evidenziate negli anni. L’altro, intende invece superare le problematiche emerse recentemente in sede di ripartizione della quota dell’otto per mille dell’imposta sull’IRPEF, devoluta alla diretta gestione statale; e mi riferisco all’individuazione degli interventi da finanziare, alla ripartizione prevista delle risorse e alla selezione.

 
6) che messaggio vuole dire ai nostri Connazionali delle Marche?
 
Le Marche stanno vivendo una crisi senza precedenti con calo del Pil, fallimento di alcune aziende, la chiusura di altre, la riduzione degli occupati, l’aumento dei disoccupati e le difficoltà di migliaia di famiglie. Rispetto a questa grave situazione, l’attuale maggioranza litiga e va in crisi mentre dovrebbe affrontare le problematiche e adottare misure e provvedimenti atti a mitigare i disagi dei marchigiani. Senza progetti, senza idee, senza sostegno alle attività economiche non si crea ripresa e non si rilancia l’occupazione. Invito i Marchigiani di ricordarsi di tutto ciò nel momento in cui si recheranno alle urne per il rinnovamento del Consiglio Regionale il prossimo Marzo. 
 
 

CRISI LIBICA



A me sembra che si ha già visto molta violenza in Libia, sono circa 8mila i civili morti dall'inizio dei bombardamenti, un bombardamento così insistente dalla Francia e del presidente francese Nicolas Sarkozy, e forse nessuno ha pensato che la Francia non vuole aiutare i ribelli libici gratuitamente, altrimenti, bisogna porgersi la domanda, perché la Francia voleva avere il controllo delle operazioni militari, eppure, perché ha consegnato armi ai ribelli libici prima che si approvasse il mandato del consiglio di sicurezza della Nato?, attenzione che forse, per quest'ultimo motivo la Francia non potrebbe far parte alla soluzione diplomatica, e quindi, al dopo Gheddafi. Per fortuna, nonostante le pressioni della Francia, il comando passerà alla Nato, però, resta ancora il problema del dopo Gheddafi, non possiamo consentire che ci sia una soluzione diplomatica preparata soltanto da Parigi e Londra, perché, pure l'Italia ha il diritto, il dovere, le sue idee e le sue proposte alla soluzione diplomatica.

Sono fiducioso che la Farnesina e il nostro Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, in collaborazione con membri delle commissioni esteri della Camera dei Deputati e del Senato, come per esempio l'On. Fabio Porta e il Sen. Marco Perduca, lavoreranno insieme ed uniti affinché, facciano sentire la nostra voce, nella Nato e nelle Nazioni Unite, e soprattutto, far rispettare gli accordi energetici siglati con la Libia nella bozza della soluzione diplomatica al dopo Gheddafi e con il possibile nuovo governo libico.

Chi lo sa, se forse l'unico interesse della Francia fosse prendersi il petrolio e il gas della Libia, chissà sarà difficile capire l'intenzione politica della Francia, ma confido che, Parigi e Londra, non prepareranno da soli la soluzione diplomatica, confido che ci sarà presente anché il nostro Paese, perché, credo che la Francia non vorrà provocare un conflitto diplomatico, né tanto meno, un conflitto bellico.

Per quanto riguarda, all'informazione di un funzionario dell'intelligence americano, in cui dice che, Gheddafi starebbe trattando un cessate il fuoco in cambio di un'uscita sicura, penso che sarebbe la migliore soluzione per i civili libici, forse ancora siamo in tempo di una mediazione diplomatica per un cessate il fuoco.

fonte:  http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=35376


Omnibus - Polizia verso lo sciopero per il blocco degli stipendi


https://www.youtube.com/watch?v=qUb9SNFwAs4

Una mirada al TC - di Rafael Romero


Salvo la presencia de Óscar Urviola Hani, el Tribunal Constitucional (TC) tiene en el presente año una nueva composición de magistrados, y todos ellos con el enorme reto de devolverle la confianza al ciudadano en el servicio público que prestan en defensa del Estado de derecho, la seguridad jurídica y la moral pública a partir de la recta defensa de la Constitución Política del país, todo lo cual queda materializado en sus sentencias y resoluciones.
Con sinceridad hay que reconocer que en los últimos seis años, por lo menos, no han sido muy buenas las noticias en torno al TC y a sus magistrados. También hay que aceptar que la prensa y el ciudadano peruano son muy críticos respecto de todas sus instituciones poniendo de manifiesto una fiscalización generalmente dura y descarnada. En medio de esa costumbre nacional, nada proclive en separar la paja del heno, creo que es tiempo de no escatimarle méritos a quien se los merece, en este caso a una persona que hasta hace poco fue magistrado del TC: Fernando Calle Hayén.
Acaso puedo pecar de parcializado pues conozco al doctor Calle y a su familia hace dos décadas, y considero injusto que a ratos se generalice la crítica contra el TC metiendo en el mismo saco a todos los extribunos; y pienso, modestamente, que ese tipo de mezquindad debe terminar. En ese sentido, hasta donde la mirada desde el exterior al recinto del TC nos lo permite, en todo este tiempo Fernando Calle no ha sido motivo de señalamientos ni cuestionamiento a su ética y deontología. Ya eso dice mucho pues no todos en el país están podridos y hay esperanza de seguir encontrando peruanos que no se enriquezcan a partir de los altos cargos públicos que ejercen.
En virtud de esa buena noticia, que nos refiere que no todos se contaminan, formulo votos para que el presidente del TC, Óscar Urviola, presente pronto un informe serio con relación a la investigación practicada a partir de la denuncia de un colaborador eficaz y del Ministerio Público dirigida concretamente a dos de sus exmagistrados, a quienes se les sindica de haber recibido US$ 80,000 cada uno para favorecer el hoy exalcalde de Chiclayo, Roberto Torres. Situación que nos apena a todos y ojalá, respetando el debido proceso, se llegue a la verdad.
Pero si algo compensa esa vergüenza ajena es saber que personas como Fernando Calle, que las hay muchas en el anonimato, todavía existen en el ámbito de la vida pública y privada, y con ellos se puede reconstruir la moral de nuestra nación.

fonte:  http://www.expreso.com.pe/blog/mas-alla-de-la-noticia-196



INCONTRO A GENOVA - di Antonio Di Pietro



per rispetto  al dramma che sta vivendo la popolazione di Genova e di tutta la Liguria, a causa delle continue piogge,  ritengo doveroso posticipare l'incontro già confermato per martedì 18 novembre alle ore 18.00  a giovedì 11 dicembre alle ore 19.00 sempre presso il C.A.P. Viale Albertazzi, 3 Genova.
Rimangono confermate tutte le altre date.
Nell'inviarvi un fraterno abbraccio colgo l'occasione per esprimervi tutta la mia solidarietà per quanto sta succedendo.

Antonio Di Pietro

L'Italia presenta oggi alla Ue progetti per 40 miliardi di investimenti - di Ministero dell'Economia


                                                Ministero dell'Economia e delle Finanze

La task force nazionale per gli investimenti, coordinata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze
con l'indirizzo della Presidenza del Consiglio, ha presentato alla task force europea (Commissione, Bei, Stati membri) una selezione di progetti per una richiesta di finanziamento alla Bei pari a oltre 40 miliardi di euro. E’ stata così rispettata la scadenza, fissata per la giornata odierna, entro cui tutti i Paesi della Ue sono tenuti a trasmettere le relative proposte di finanziamento.

Si tratta di un importante e concreto step dell’iniziativa avviata nel semestre di presidenza italiana della Ue dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, in qualità di Presidente di turno dell’ECOFIN, con l'obiettivo di rilanciare la crescita economica dell’Unione attraverso progetti d'investimento, attivabili nel triennio 2015-2017, in cinque aree identificate a livello europeo: innovazione, energia, trasporti, infrastrutture sociali e tutela delle risorse naturali

Con il contributo della Presidenza del Consiglio la task force nazionale, che oltre al Mef coinvolge il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dei Trasporti, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Sanità e la Segreteria del CIPE, ha effettuato la ricognizione dei progetti italiani assistita della Cassa Depositi e Prestiti.

Nella selezione dei progetti, si è tenuto conto delle priorità nazionali, individuando le operazioni che per struttura, piano finanziario e stato di avanzamento risultano essere compatibili con le procedure previste dalla BEI per accedere al finanziamento.

La task force nazionale, che diventa così un gruppo stabile di lavoro e che potrà essere allargata ad altre amministrazioni, seguirà ora le fasi successive dell’iter dei progetti in ambito europeo a partire dalla predisposizione delle richieste di finanziamento.
Oltre alle principali opere infrastrutturali, materiali e immateriali, come ad esempio il piano per la banda ultra larga e importanti assi stradali e autostradali, sono stati presentati programmi di investimento per la prevenzione del rischio idrogeologico, per il finanziamento delle PMI, per l’interconnessione e l'efficientamento energetico, per il piano ‘la buona scuola’.

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Roma, 14 novembre 2014

MULTE, M5S ROMA: PRESENTEREMO NOSTRA MOZIONE SFIDUCIA CONTRO SINDACO - di M5S



"Il M5S Roma ritiene che la vicenda delle multe del Sindaco Marino e la relativa mozione di sfiducia che sarà presentata dal NCD, rappresentino davvero il più basso livello raggiunto dalla politica sia romana che nazionale. Mentre la città ed i suoi abitanti combattono con le difficoltà dell'assenza di lavoro, della riduzione dei servizi, della mobilità insostenibile, del gravissimo problema abitativo, e con la difficile convivenza nelle periferie, la politica irresponsabile non discute i problemi della città ma ingaggia lotte inutili ed autoreferenziali". Così in una nota M5S Roma.
"Il M5S Roma non intende assolutamente accodarsi alla barzelletta politica rappresentata dalla destra di Augello, e da quella presente in Consiglio comunale, incapace di fare opposizione sui contenuti - si legge nel comunicato - La nostra opposizione al Sindaco Marino la facciamo sulle inadeguatezze di un indirizzo politico che non produce risultati positivi per la città. Prova ne è che il M5S, anche quando si poteva davvero far cadere il Sindaco Marino di fronte alla votazione errata durante il bilancio, è stata l'unica forza di opposizione a non retrocedere, così come non fecero invece la Lista Marchini ed il Centro destra che salvarono il Sindaco. Quelle forze politiche che oggi chiedono la sfiducia presentando una mozione ridicola. Per questo motivo presenteremo una nostra mozione di sfiducia per tutti gli errori fatti dal Sindaco finora: sul miliardo buttato per i lavori della Metro C, sulle scelte in materia di urbanistica, sul caso Castaldo, sul Centro Carni, sulle società partecipate, che rappresentano la mancanza di quella discontinuità enunciata nel programma politico e nelle linee programmatiche di azione che la Giunta avrebbe dovuto realizzare. Il M5S Roma è pronto seriamente a sfiduciare Marino, ma non certo a prestarsi ai giochi di una destra 'ripulita', pronta a sedersi ai tavoli che contano".
red
PS: oggi in Aula con una chiave abbiamo cercato di "aprire" simbolicamente il Campidoglio, dato che da diversi mesi a questa parte, violando lo Statuto di Roma Capitale ed il Regolamento del Consiglio, non è consentito ai cittadini di assistere alle sedute, a meno di "raccomandazioni" da parte dei consiglieri capitolini.

martedì 4 novembre 2014

Ultime Notizie il Sole 24 Ore



Ultime notizie su Alberto Calle

Fonte:  http://argomenti.ilsole24ore.com/alberto-calle.html



“Prohibir la reelección no es la mejor reforma” - di RAFAEL ROMERO


–¿Qué opina de la no reelección de las autoridades locales aprobada en primera votación por el Congreso? Yo también me pregunto cuál ha sido la razón para esta decisión que considero, personalmente, con todo respeto, que no es la reforma más importante, ni fundamental en la lucha contra la corrupción.
–¿Por qué no está de acuerdo?
Lo mío es una opinión basada en años de estudio y análisis de la ciencia política, al lado de la experiencia conocida por países con democracias más avanzadas. Si queremos generar una clase política profesional y dedicada, indudablemente que la práctica, el ejercicio y desarrollo en la función pública es lo más importante. Se dice que la no reelección es para frenar la corrupción, pero así estamos tomando el tema como si no hubiera otros organismos constitucionales u órganos del Estado, y eso es muy delicado.
–¿En qué sentido?
Empecemos primero a entender que existen organismos de control, porque lo que tienen los gobiernos locales no es una autonomía plena. De modo que estamos entendiendo mal los conceptos de la autonomía en forma general, ya que ésta puede ser administrativa y jurisdiccional, entre otros, en lo judicial por ejemplo. Pero a nadie se le encarga el poder y se le elige para hacer lo que quiera con los órganos u organismos del Estado. Nadie debe ser intocable en nuestro país.
–¿Pero ahí están los casos de Áncash, Tumbes y Chiclayo?
Mire, le pregunto: ¿el presidente regional y alcalde tienen inmunidad? Usted me dirá que no. Entonces, si estamos viendo que no gozan de esta prerrogativa que sí tiene el parlamentario u otras dignidades, según los Artículos 93 y 99 de la Constitución, y además mal interpretada la inmunidad, por tanto creo que estamos opinando sobre la base de que no hay órganos de control, incluso de que no hay órganos que luchan contra el crimen en el que podría estar incurso alguno de estos funcionarios.
–Según usted, ¿todo se reduce a una cuestión de control?
Fíjese, completo el concepto. Estaríamos insólitamente afirmando que en esa provincia o región no existe un miembro del Ministerio Público, que es autónomo para iniciar procesos de investigación, de acuerdo al Decreto Legislativo 052, que contempla inclusive que si por rumor, noticias o comentarios que versen sobre indicios de un ilícito, el fiscal deberá abrir de oficio una investigación. Es más, y qué decir de la Contraloría General de la República, que tiene prerrogativas hasta para auditar a las Fuerzas Armadas. En consecuencia, la corrupción se realiza, primero, porque hay corruptos y corruptores. En segundo lugar, porque no ha funcionado el control efectivo, es decir, los funcionarios de los órganos mencionados y, esencialmente, porque hay impunidad.

Fonte:  http://www.expreso.com.pe/noticia/2014/11/02/prohibir-la-reeleccion-no-es-la-mejor-reforma



Primo Ministro


UE, JUNCKER ATTACCA RENZI: COMMISSIONE NON E’ BANDA BUROCRATI


https://www.youtube.com/watch?v=qUb9SNFwAs4

La Camera dei Lord umilia il Governo: la revisione giurisdizionale va mantenuta - di Claudio Radaelli Partito Radicali


Quattro vescovi, 157 Lord laburisti, 54 indipendenti e altri 12 membri della Camera dei Lord hanno respinto un disegno di legge del Governo che propone di limitare la revisione giurisdizionale. La proposta del Ministro della Giustizia Chris Grayling, preoccupato dall’abuso di tale potere di revisione da parte di “organizzazioni di sinistra”, è stata sostenuta solo da 131 Tories, 43 Lib-Dem, 5 indipendenti e altri due membri.
La proposta di Grayling avrebbe reso più difficile l’impugnazione in tribunale di decisioni del Governo. Il ragionamento alla base della proposta (già sostenuta dai deputati) è che il controllo giurisdizionale sorregge l’azione del governo anche in casi disperati, causando ritardi nelle operazioni normali, come per esempio l’apertura di un supermercato. I legali però si sono opposti alle restrizioni applicate a enti di beneficenza e a organizzazioni della società civile nei casi con questioni di interesse pubblico. L’ex sottosegretario del Governo conservatore, Lord Deben, ha chiarito alla Camera dei Lord che nel caso in cui il Governo agisca illegalmente dovrebbe risponderne in tribunale perché si tratta di una libertà fondamentale. Per l’ex Lord Chief Justice Lord Giudice capo (secondo magistrato nella gerarchia della magistratura d'Inghilterra e del Galles, dopo il Ministro della Giustizia) Lord Woolf si tratta di un attacco del Governo che svela un tentativo di avvicinamento a una “dittatura elettiva”.
I Tories presenteranno nuovamente questo disegno di legge alla Camera dei Comuni, ma la prossima scadenza elettorale e questa umiliante sconfitta rende improbabile che diventi legge.

THE WORK CONTINUES - di Clinton Foundation


As we reflect on the first 10 years of the Clinton Presidential Center, join us in celebrating the past, present, and future work of President Clinton, and help us continue his commitment to strengthening communities and empowering people everywhere to live their best life story.


mercoledì 8 ottobre 2014

ELEZIONI ANTICIPATE


Ormai sono due governi che non sono stati eletti dal Popolo, entrambi hanno fallito con la politica estera dell'Italia, parlo del caso dei due marò, entrambi non hanno fatto niente per far sentire la voce dell'Italia e mi chiedo, a caso il nostro Paese, l'Italia non conta nulla per la Nato e il suo art.5 dello Statuto, e per gli alleati, oppure, è proprio la classe politica e i partiti (nessuno escluso) che fanno vedere l'Italia quanto non conta nella politica estera?. Questo sarebbe il motivo principale per chiedere di restituire la democrazia in Italia e la scelta del Popolo Italiano a eleggere il prossimo governo, proprio per questo motivo, non si può perdere più tempo, si vada alle urne, si vada alle elezioni anticipate, gli altri motivi sono ancor peggiori, una Camera e Senato che è proprio bloccata, e sembra incredibile che i lunedì e venerdì non ci siano lavori nell'Aula.
 
Sento dire a Matteo Renzi che sono troppe 5 forze di Polizia, è triste dire una frase del genere quando gli autisti dell'Atac hanno subito delle aggressioni, io al suo posto, direi che sono troppe i Deputati e Senatori in Aula, io al suo posto, valuterei questo spreco della politica, io al suo posto, farei un paragone di tutti i Parlamenti nel mondo, per valutare i numeri in Aula, sono convinto che l'Italia è il Paese con maggior numero di Deputati e Senatori, ognuno con uno spreco inimmaginabile della spesa pubblica, è triste che ci sia un confronto al di fuori delle regole (Stato contro Stato), ma a volte accade quando lo Stato non risponde alle necessità del Popolo e dei suoi Cittadini, quando lo Stato si vede davanti alla Corruzione irrisolta come l'Expo di Milano e Venezia, tra tante altri. Ora è arrivato il momento di evitare il peggio, ma soprattutto di ridare la democrazia all'Italia, una democrazia parlata sempre da Silvio Berlusconi, ma che nemmeno lui, a quanto sembra, vuole ridare il diritto di voto ai Cittadini, addirittura chiedendo a Fitto di abbandonare il suo partito, solo perché, Fitto stava dalla parte del suo elettorato e della democrazia tanto menzionata da Silvio Berlusconi.
 
E' triste vedere al Deputato della minoranza del Pd Alfredo D'Attore votare la Jobs Act, nonostante lui dica che sia un errore e non sia d'accordo, allora, è una presa in giro al suo elettorato? Se crede che è un errore non la voti oppure voti contro, altrimenti, che esempio darebbe ai suoi elettori? lo stesso vale anche per Cesare Damiano, dire voteremo la Jobs Act anche se in senso critico, è una contraddizione assoluta e di male esempio ed immagine per i suoi elettori, cosa potranno pensare i loro elettori? contiamo che esiste già una diminuzione di iscritti al PD, io rifletterei abbastanza su questi punti, ma una cosa è chiara nella storia, quando lo Stato non c'è, ricadde ogni potere del governo istituzionale, ricordiamo all'ultimo Re di Francia e la rivoluzione francese, e sono convinto che il primo segnale di scontro Stato contro Stato si è visto proprio il 6 ottobre, con l'invasione pacifica della Camera da parte di circa 600 sindaci che hanno "occupato" gli scranni di Montecitorio per avviare un colloquio franco e aperto con le istituzioni. Il tutto di fronte alla presidente della Camera, Laura Boldrini, a Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del consiglio, e a Maria Carmela Lanzetta, ministro per gli Affari regionali. Cari Connazionali, riflettiamo e pensiamo al futuro dell'Italia, io per esempio durante il percorso del Tirocinio presso l'Ambasciata d'Italia, ho rinunciato alla solita mancia, considerando che viene pagata dalla tasca degli Italiani, vale a dire dalle tasse, ma non tanto era il motivo, bensì che l'Italia è in crisi. E voglio che sia scritto che se avessi l'opportunità in un futuro lo rifarei, ma non a voce, lo pubblicherei perché i Cittadini lo possano vedere, forse la Classe Politica dovrebbe iniziare la sua riflessione da lì.
 

martedì 7 ottobre 2014

Remigio Ceroni (Pdl) ospite ad Unisu Web Tv



https://www.youtube.com/watch?v=SLDIGMLHXlM

https://www.youtube.com/watch?v=FhZ8MrJhH_g

CASO RUBY (Forza Italia)


E' chiaro che il nostro Paese è rimasto turbato della vicenda delle festini del nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ed è normale che la fiducia al nostro Premier sia scesa di 9 punti, ma è ancor peggio che l'immagine del nostro Paese, si veda all'estero con grande vergogna ed imbarazzo, basta vedere le notizie apparse sui giornali di tutto il mondo (New York Times, Le Figaro, Le Monde, El Pais, ecc.), per rendersi conto dello scandalo del caso Ruby, e non soltanto, con questo pessimo comportamento del nostro Premier, circa il 30% dei nostri connazionali dichiara di provare vergogna per l'immagine del nostro Paese all'estero, perciò, nonostante abbia fatto un buon governo, mi sembra che le dovrei chiedere al nostro Premier di fare un bene all'immagine del nostro Paese, dimettendosi al suo carico di Presidente del Consiglio, che faccia un passo indietro e si dimetta per continuare con un governo tecnico, e al Gip di Milano, di chiarire con le prove tutta la vicenda del caso Ruby.
 
E' necessario ricordare che, in questo momento non converrà al nostro Paese andare alle elezioni anticipate, considerando il difficile momento che sta attraversando il mondo (Egitto, Irlanda, Tunisia, ecc.), ma questo non impedisce le dimissioni del nostro Premier, né tanto meno di fare una mozione di sfiducia al nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, perché, esiste la possibilità di creare un governo tecnico                    

Fonte: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=33875


Omnibus - Berlusconi, il cerchio magico e la crisi di Forza Italia


https://www.youtube.com/watch?v=SLDIGMLHXlM

https://www.youtube.com/watch?v=V1gSQbiPlM8

https://www.youtube.com/watch?v=wMLkuAFr0dU

https://www.youtube.com/watch?v=hLkWoIHMKLo

Discorso del Duce Benito Mussolini a Taranto, 7 settembre 1934


https://www.youtube.com/watch?v=SLDIGMLHXlM

lunedì 6 ottobre 2014

Alla Camera dei Deputati la cerimonia del Premio America della Fondazione Italia USA - di Sen. Lucio D'Ubaldo Fondazione Italia Usa


La cerimonia di conferimento del Premio America, promosso dalla Fondazione Italia USA, si terrà a Roma il 9 ottobre 2014, alle ore 17, presso la Camera dei Deputati, Aula Gruppi Parlamentari. Tale evento ha contato con la partecipazione di: Lucia Annunziata, direttore Huffington Post Italia, Alan Friedman, giornalista e scrittore, Frank J. Guarini, presidente emerito NIAF, Gianni Letta, già Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Limiti, conduttore televisivo, Margherita Maccapani Missoni, stilista, Pier Paolo Pandolfi, Fondazione HBT - Harvard University, Roberta Pinotti, ministro della Difesa, Mel Sembler, già Ambasciatore USA in Italia, Luisa Todini, presidente Poste Italiane, Alberto Calle - Redattore di Politicamente Corretto e Collaboratore di Sintesi Dialettica, On. Fucsia Nissoli e Giuseppe De Pietro, tra tanti altri illustri invitati. Un premio speciale alla memoria è stato assegnato al regista e produttore cinematografico Sergio Leone.  La cerimonia di consegna dei premi sarà introdotta dal presidente della Fondazione Italia USA, Lucio D’Ubaldo, presenterà la manifestazione il giornalista Michele Cucuzza. Il premio consiste in una pregiata opera esclusiva del maestro orafo Gerardo Sacco.

Fonte: 

http://agenziaaise.it/italiani-nel-mondo/eletti-allestero/185182-premio-america-nissoli-pi-consegna-il-riconoscimento-al-conduttore-paolo-limiti.html



giovedì 2 ottobre 2014

Decisiones constitucionales, de Fernando Calle Hayen


Los votos del Dr. Calle Hayen reflejan la posición del magistrado ante su discrepancia con algunas posiciones tomadas por la mayoría de los magistrados del Tribunal Constitucional. Casos emblemáticos como el de la píldora del día siguiente marcaron un hito, no por la sentencia en mayoría, sino por el voto del magistrado Calle, quien sostuvo que este método anticonceptivo no era abortivo, y que debería hacerse llegar de forma gratuita a las personas con menos recursos incentivando la educación sexual en los sectores más necesitados.

Tenemos también el controvertido caso de Antauro Humala, hermano del Presidente de la República, o casos como, el reconocimiento del derecho a interponer demanda de reposición laboral a pesar de haber cobrado los beneficios sociales; la reincorporación del trabajador despedido por presuntamente haber llegado en estado etílico a su centro de labores, las licencias de habilitaciones urbanas, el desistimiento de un habeas corpus, entre otras. 

El presente libro cuenta con comentarios de connotados juristas, reconocidos abogados, profesores de derecho y magistrados, tanto nacionales como internacionales además, con el Prólogo del Doctor Raúl Ferrero Costa.


Fonte:

http://www.blogdelfondo.com/2013/11/decisiones-constitucionales-de-fernando.html

http://www.amazon.com/TRES-PROPUESTAS-DE-REFORMA-CONSTITUCIONAL/dp/images/B007YA4JT2

http://tc.gob.pe/magistrados/datper_dr_fcalle.pdf

Manovra presidi in tutta Italia in preparazione dello sciopero generale



https://www.youtube.com/watch?v=SLDIGMLHXlM

OCCORRE PRENDE ATTO CHE SIAMO UN PAESE POVERO - di Giorgio Ragazzi - Società Libera


E’ ormai più di un decennio che l’economia italiana langue, o cresce assai meno della media europea. Il motivo principale è la fortissima perdita di competitività, specie verso la Germania, ma non solo. A questo si aggiungano la follia dei sussidi alle energie rinnovabili che hanno portato a quasi raddoppiare il costo dell’energia prodotta in Italia, lo sperpero di risorse in investimenti pubblici a redditività nulla o lontanissima nel tempo, l’asfissiante cascata di sempre nuovi adempimenti burocratici, il forte inasprimento della pressione fiscale.
Per riprendere una prospettiva di crescita sostenibile il presidente del consiglio dovrebbe trovare il coraggio di dichiarare che siamo un paese povero, o almeno assai più povero di prima, e che quindi l’intervento pubblico e l’intera società devono adeguarsi a questa situazione di fatto. Vediamo cosa ne discenderebbe sotto vari aspetti.
Competitività. Con i vincoli alla finanza pubblica e l’enorme debito che i mercati, prima ancora che l’Europa, ci imporranno di contenere e ridurre è impossibile stimolare la domanda con politiche fiscali espansive. E’ sull’aumento delle esportazioni nette che è giocoforza puntare. Per migliorare la competitività occorre intervenire in varie e ben note direzioni (migliore giustizia civile, meno vincoli burocratici, maggior credito alle imprese etc.) ma nell’immediato l’aspetto più rilevante è la riduzione del costo medio del lavoro, anche introducendo una maggiore flessibilità. Altri paesi hanno applicato con successo la “deflazione interna”; da noi in parte sta avvenendo senza che si dica, ma troppo lentamente ed esclusivamente a carico degli “avventizi”. E’ urgente riformare il mercato del lavoro ma non possiamo permetterci di farlo verso l’alto. Occorrerà dunque introdurre misure impopolari che però verrebbero più facilmente accettate se il governo andasse dichiarando che siamo un paese impoverito (cosa di cui l’opinione pubblica è peraltro già ben cosciente).
Investimenti pubblici. Per moltissimi anni gli investimenti pubblici in Italia sono stati persino superiori alla media europea in rapporto al PIL, eppure abbiamo infrastrutture scadenti ed insufficienti. Questo non solo perché investiamo a costi elevatissimi (3-4 volte il costo di altri paesi nel caso della TAV) ma anche e soprattutto perché investiamo male, in progetti a redditività bassissima o negativa. Non possiamo più permetterci di investire nel gran buco della Val Susa o nell’alta velocità Bari-Napoli o Palermo-Messina, progetti invece avvallati da questo governo pur senza alcuno studio di redditività o di costi-benefici. Dovremmo invece indirizzare le scarse risorse disponibili verso investimenti, magari unitariamente modesti e meno “appariscenti”, che diano benefici elevati, certi e soprattutto a breve scadenza.
Cassa integrazione. La natura originaria della Cassa integrazione è stata stravolta in specie dal 2008, allargandone a dismisura il campo di applicazione ed estendendola poi a quella “in deroga”. Oggi più di mezzo milione di lavoratori sta a casa ricevendo buona parte dello stipendio oltre ai contributi pensionistici calcolati sullo stipendio pieno. L’onere per lo Stato è divenuto eccessivo, si scoraggia la mobilità del lavoro e si acuisce l’ingiustizia sociale. Per quanto doloroso, occorrerebbe il coraggio di tornare a limitare l’uso della Cassa ai suoi intenti originali, introducendo un sussidio alla disoccupazione inevitabilmente modesto ma esteso sia a chi perde un lavoro fisso sia agli “avventizi” disoccupati.
Costo dell’amministrazione pubblica. Se riconosciamo di essere un paese povero non possiamo continuare a tollerare, ad esempio, che la Corte Costituzionale costi 4 volte più dell’omologo organo inglese, che i nostri parlamentari siano i più pagati d’Europa, che l’esercito sia pieno di generali, che ambasciatori e dirigenti pubblici siano pagati più degli inglesi o dei tedeschi, che il Governatore del Trentino guadagni assai più di Obama o quello della Banca d’Italia 3 volte l’omologo governatore della Federal Reserve.
Tagliare anche questi costi diverrebbe più facile se il presidente del consiglio andasse dichiarando che siamo un paese impoverito. Ma il suo messaggio, sinora, sembra ben diverso quando dichiara, ad esempio, che “non è tagliando i salari che si esce dalla crisi”. Sarà, ma non è certo nemmeno distribuendo bonus di 80 euro al mese a chi un posto sicuro lo ha già, con risorse ancora da trovare.

Giorgio Ragazzi

Napoli, de Magistris: “In magistratura persone per bene, ma anche delinquenti”


https://www.youtube.com/watch?v=SLDIGMLHXlM

Di Pietro contestato ad Alghero



https://www.youtube.com/watch?v=SLDIGMLHXlM

https://www.youtube.com/watch?v=aVLolFDGhBM

IGNAZIO MESSINA SU POLITICA NAZIONALE - dichiarazione



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venerdì 26 settembre 2014

USIAMO LE BOMBE SUGLI AEREI


Mi dispiace che il nostro Ministro della Difesa Ignazio La Russa dissi no alle bombe, perché vi è comunque rischio di mettere a repentaglio vite civili, è vero che dobbiamo far il possibile per limitare al minimo le vittime civili, ma non mettendo a rischio la vita dei nostri militari, infatti, dobbiamo tener conto che stiamo parlando dell'Afghanistan, insomma, della roccaforte dei talebani, e quindi, era ed è sempre necessario avere i cacciabombardieri con le bombe sugli aerei ed anche altri mezzi offensivi per garantire la sicurezza dei nostri militari, mi auspico che si discuta nel Parlamento con serietà sui tre punti: 1) il ritiro da Herat; 2) la possibilità di non inviare ai nostri connazionali in zone di guerra, anzi, di aumentare la presenza di stranieri nelle nostre forze armate, come vi sono nelle forze armate degli Stati Uniti, oppure la legione straniera come in Francia e; 3) l'utilizzazione delle bombe e dei cacciabombardieri in Afghanistan. La priorità è garantire la sicurezza dei nostri militari e perciò, è necessario che il Parlamento approvino l'uso delle bombe sugli aerei. 

Occorrerà parlare con il segretario della Nato Fogh Rasmussen e il Generale David Petraeus e chiedere a loro se c'è la volontà politica di sconfiggere ad Al Qaeda, perché, non si può sconfiggere al nemico, quando non c'è una strategia militare offensiva, pur sapendo, dove si trovano i principali leader della rete terroristica di Al Qaeda.

E' importante chiedersi, perché il Washington Post aveva parlato di "negoziati segreti d'alto livello" da parte del governo Afgano con i Talebani? e perché il presidente Afgano Hamid Karzai ha precisato alla Cnn, confermando l'esistenza, da diverso tempo, di colloqui non ufficiali tra governo e talebani?, forse il Presidente Hamid Karzai, ha trovato una soluzione, quando disse (I talebani portati alla violenza da fattori fuori dal controllo sono come figli persi: vogliamo che tornino a casa, dalla loro famiglia), chi lo sa, forse oltre ad una necessaria strategia militare offensiva, si può anché, dialogare con i talebani non fanatici ovvero portati alla violenza da fattori fuori dal controllo, per convincerli di abbandonare la rete terroristica di Al Qaeda, ma credo che quest'ultima è troppo difficile da realizzare, perché, la domanda sarebbe come dialogare con loro? forse lo potrà fare soltanto il governo afgano, visto che da diverso tempo hanno aperto un colloquio con i talebani.

Fonte: http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=29119



“Verso le elezioni presidenziali in Brasile, continuità o cambiamento? - di Fernanda Alvaro


Nell’imminenza delle prossime elezioni presidenziali in Brasile, in Italia c’è  un’appassionata attenzione che conferma i legami strettissimi tra i nostri due Paesi. in tutti i campi: sociale, culturale, economico e politico-istituzionale. Anche i rispettivi parlamenti hanno profonde e consolidate relazioni, facilitate dalla presenza in Italia di parlamentari eletti nella circoscrizione estero Brasile-Sud America e di moltissimi esponenti con origini italiane nelle assemblee legislative brasiliane.
La vice presidente della Camera, Marina Sereni, che, anche  in veste di presidente della Commissione di collaborazione parlamentare Italia- Brasile, si è recata all’inizio del mese a Brasilia e San Paolo per alcuni proficui incontri, ha organizzato un’occasione di dibattito e informazione per lunedì 29 settembre, dalle 14 alle 18 a Montecitorio.



martedì 23 settembre 2014

Omnibus - De Manzoni: i dati europei sulla corruzione in Italia sono folli


Discorso del Duce Benito Mussolini a Torino, 23 ottobre 1932


Messina(Idv),basta con credito solo a grandi imprese - di Ignazio Messina


Basta con il credito erogato solo alle grandi imprese e non alle tantissime PMI che ne hanno veramente bisogno per resistere e basta con i tassi al limite dell'usura. E' quanto dichiara in una nota il Segretario Nazionale di Italia dei Valori Ignazio M essina. Chiediamo a Renzi di garantire la riduzione delle tasse alle imprese ed ai lavoratori. Lo afferma Ignazio Messina dell'Italia dei Valori. 



Fatturato e ordinativi dell’industria - di ISTAT


A luglio 2014 il fatturato dell'industria, al netto della stagionalità, diminuisce dell'1,0% rispetto a giugno, registrando flessioni sia sul mercato estero, sia su quello interno (rispettivamente -1,4% e -0,9%).
Nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo cala dell'1,3% rispetto ai tre mesi precedenti (-1,3% per il fatturato estero e -1,2% per quello interno).
Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 23 come a luglio 2013), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali dell'1,3%, con un calo del 2,2% sul mercato interno ed un incremento dello 0,5% su quello estero.
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano le maggiori flessioni congiunturali per l'energia (-5,8%) e per i beni intermedi (-1,2%).
L'indice grezzo del fatturato cala, in termini tendenziali, dell'1,3%: il contributo più ampio a tale flessione viene dalla componente interna dei beni intermedi.
Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali (+7,8%), mentre la maggiore diminuzione riguarda la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,4%).
Per gli ordinativi totali, si registra una variazione negativa congiunturale dell'1,5%, dovuta a flessioni del 2,1% degli ordinativi esteri e dello 0,9% di quelli interni.
Nel confronto con il mese di luglio 2013, l'indice grezzo degli ordinativi segna una diminuzione dello 0,7%. L'incremento più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+12,8%), mentre la flessione maggiore si osserva nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,2%).

Cemento al Constitucional : El disenso del Magistrado Fernando Calle Hayen - di Ricardo V. Lago



Cemento al Constitucional : El disenso del Magistrado Calle Hayen es, en mi opinión, coherente
¿Qué opina usted , lector(a)?
En una primera lectura, la fundamentación del Magistrado Calle Hayen, en disenso con la mayoría y que declara infundada la demanda de Cementos Lima, me parece coherente en cuanto a su lógica constitucional y económica. No tengo información sobre sobre la trayectoria del Dr Calle Hayen.¿Me la puede enviar algún  lector(a)?
 Comentaré más en detalle su ponencia, de momento se la presento a ustedes debajo.
Puden encontrar la sentencia integra en :

http://www.tc.gob.pe/jurisprudencia/2010/03116-2009-AA.pdf

Fonte:
http://semanaeconomica.com/el-nuevo-sol/2010/03/20/cemento-al-constitucional-el-disenso-del-magistrado-fernando-calle-hayen/

giovedì 18 settembre 2014

APRIAMO L'ASILO NIDO DI VIA DON PRIMO MAZZOLARI



Poche ore fa, ho appena ricevuto una notizia con riferimento all'Assemblea pubblica convocata per il sabato 20 settembre ore 10:00 al parcheggio del lotto 5 davanti al bar, organizzata dai Disoccupati Organizzati di Ponte di Nona - Unione Sindacale di base. Da quanto si apprende, sono almeno 8 anni che a Ponte di Nona c'è un asilo nido nuovo di zecca che rimane chiuso e inutilizzato, è l'asilo nido di via Don Primo Mazzolari, costruito su terreno comunale, messo a disposizione in base ad una specifica Convenzione che doveva favorire l'apertura di una struttura fondamentale per il quartiere. Il servizio continua a restare chiuso nonostante centinaia di famiglie a Ponte di Nona siano in lista di attesa e non riescano ad iscrivere i propri figli. Inoltre, a quanto pare, la Regione Lazio dispone di nuovi fondi europei proprio per l'apertura di nuovi asili nido, visto il rischio che corre il futuro dei bambini e dei figli dei nostri Connazionali, credo che, il Comune di Roma non può restare indifferente di fronte al gran numero di bambini che ogni anno non riescono ad accedere agli asili, che tra l'altro, è un diritto sancito dalla Costituzione promulgata nel 1948 da De Gasperi. Questa situazione, sembrerebbe che sia diventata insopportabile e rappresenta uno schiaffo per tutti gli abitanti di Ponte di Nona. Perciò, faccio il mio appello sia al Comune di Roma, al Sindaco Ignazio Marino e alla Regione Lazio, con particolare attenzione della Direzione Regionale Infrastrutture, ambiente e politiche abitative, (mi sembra che ne faccia parte membro Alessandro Scoppettuolo), di prendere atto di questa situazione, perché, se fosse vera la notizia esposta sopra e se ci fosse questa convocazione dell'assemblea pubblica, direi che non possiamo giocare con il futuro dei bambini dei nostri Connazionali, perché si giocherebbe anche con il futuro dell'Italia. Mi auguro che si possa chiarire quanto prima questa difficile situazione dell'asilo nido.
 

martedì 16 settembre 2014

PARTITO DEMOCRATICO


GIUDICI DELLA CORTE COSTITUZIONALE E CSM - di Camera dei Deputati


Giovedì 11 settembre:  il Parlamento in seduta comune convocato per l'elezione di due giudici della Corte Costituzionale ha proceduto al nono scrutinio nel quale nessuno ha raggiunto la maggioranza prescritta, per cui si procederà a un decimo scrutinio.
Il Parlamento in seduta comune, ha proceduto, inoltre, alla votazione per l'elezione di sei componenti il Consiglio superiore della magistratura, nel sesto scrutinio è risultato eletto l'avvocato Antonio Leone che è stato proclamato componente del Csm. Si procederà pertanto ad un settimo scrutinio per l'elezione di cinque componenti il Consiglio superiore della magistratura.

Il rapporto Chilcot sulla guerra in Iraq rimandato probabilmente a dopo le elezioni del 2015 - di Matteo Angioli


Secondo The Independent, il rapporto finale dell’Inchiesta sulla guerra in Iraq, presieduta da Sir John Chilcot, sarà pubblicato dopo le elezioni generali del maggio 2015. “L'indagine Chilcot sulla guerra in Iraq sta presentando altre richieste per il rilascio di documenti governativi classificati e ciò lascia presupporre che difficilmente il rapporto conclusivo sarà pubblicato prima delle elezioni generali”, scrive Oliver Wright. Non molto tempo fa, alcuni politici dichiaravano che una pubblicazione entro la fine di quest’anno avrebbe ‘contaminato’ il clima politico in vista dell’appuntamento elettorale.
Un portavoce per l'inchiesta ha confermato che il processo di ‘Maxwellizzazione’, che dovrebbe durare almeno due mesi e con cui Sir John avviserà coloro che intende criticare, non è ancora iniziato. Il Segretario di Gabinetto, Sir Jeremy Heywood ha detto: “C'è stato un ritardo dovuto all’elaborazione di decine di migliaia di richieste di declassificazione di documenti molto complessi e sensibili. E' una cosa molto difficile. La polemica su questo punto continua ancora oggi. E' molto importante che venga conosciuta la storia intera. Abbiamo fatto del nostro meglio per districarci tra convenzioni, disposizioni di legge, relazioni internazionali e nove diverse categorie di protocolli originali che avrebbero potuto costituire un motivo per non pubblicare il materiale – abbiamo dovuto affrontare tutto ciò in buona fede e il più rapidamente possibile per far in modo che tutta la storia sia messa a nudo.”
In segno di sostegno a Chilcot e al suo team, il Partito Radicale presenterà gli atti della Conferenza di Bruxelles Stato di diritto v. Ragion di Stato il prossimo 20 ottobre alla Camera dei Comuni di Londra, con Norman Baker MP, Stephen Plowden, Marco Pannella e il professor Claudio Radaelli.

CONTI PUBBLICI: FIRMATO PROTOCOLLO MEF-UPB PER SCAMBIO INFORMAZIONI - di Ministero dell'Economia


                                                  Ministero dell'Economia e delle Finanze

Il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e il Presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Giuseppe Pisauro, hanno sottoscritto un protocollo di intesa sulla trasmissione, da parte del Ministero, delle informazioni necessarie per la certificazione delle previsioni macroeconomiche e per le valutazioni sulla finanza pubblica che l’UPB è chiamato a esprimere. Tale protocollo troverà la sua prima applicazione in occasione della imminente presentazione da parte del Governo della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2014.
L’Upb è stato istituito in ottemperanza alla governance di bilancio europea introdotta dal Two Pack, secondo cui le previsioni macroeconomiche alle base dei programmi di bilancio degli Stati membri e i documenti di finanza pubblica devono essere validati da un organismo nazionale indipendente. Recependo il regolamento europeo, la legge costituzionale n. 1 del 2012, nell’introdurre in Costituzione il principio del pareggio del bilancio, ha previsto l’istituzione di un organismo indipendente per la verifica degli andamenti di finanza pubblica e la valutazione dell’osservanza delle regole di bilancio.

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Roma, 16 settembre 2014

sabato 6 settembre 2014

quanto ci costa davvero l'immigrazione


«Non sarebbe meglio applicare una vecchia legge dell'impero Romano, cioè, la pena capitale o pena di morte agli immigrati che commettano reati gravi?». Questa gravissima frase non risale a un remoto passato: si legge invece in un articolo, intitolato "Quanto ci costa l'immigrazione?", firmato da Alberto Calle e pubblicato l'8 marzo sulla testata online Politicamentecorretto.
I motivi alla base della frase di Calle sembrano essere diversi. La considerazione che fa il giornalista è che «abbiamo un sopraffollamento nelle nostre carceri». Un problema reale e urgente, sottolineato anche dalla presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, che nel suo discorso di insediamento ha ricordato la «condizione disumana e degradante» dei detenuti.
Piuttosto che un concreto ripensamento del sistema penitenziario nazionale, Calle sembra credere che questo problema sia risolvibile attraverso l'eliminazione fisica di alcune persone, ossia quelle non italiane.

L'aspetto su cui si sofferma maggiormente il giornalista è però quello economico: prendendo spunto dal corteo che ha visto sfilare a Napoli, il 13 febbraio scorso, un gruppo di richiedenti asilo che manifestavano la propria preoccupazione legata alla fine del piano di accoglienza "Emergenza Nord Africa", Calle si domanda se qualcuno si sia chiesto «quanto ci costa?», riferendosi all'immigrazione. Il giornalista mette l'accento sulle spese sostenute dal governo italiano per ogni immigrato, «l'albergo dove risiedono e il cibo», tutte cose considerate da Calle «un grande spreco della spesa pubblica». Ma che non vengono accompagnate da alcun dato concreto.
«Noi adesso siamo uscendo dalla crisi - prosegue il giornalista - quindi non mi sembra giusto sprecare il denaro con gli immigrati clandestini, che tra l'altro, a volte commettono dei reati gravi, diamone un esempio, i marocchini che rubano e uccidono nelle nostre città». Frasi a cui non si accompagna alcun dato, alcuna informazione che può dare al lettore la possibilità di verificarle. Le domande però sorgono spontanee: cosa dimostrerebbe che stiamo uscendo dalla crisi? E ancora, cosa porta il giornalista a scrivere che «gli immigrati clandestini a volte commettono dei reati gravi»? Non ci risulta che gli italiani non ne commettano, quindi a cosa è dovuta questa precisazione? E perché dovrebbe essere presa per buona l'informazione che «i marocchini rubano e uccidono nelle nostre città»? Anche qui, su quali dati o statistiche ci si basa, per stigmatizzare un intero gruppo nazionale?

L'articolo di Calle sembra piuttosto intriso di retorica nazionalista: «Non bisogna spendere il denaro dei nostri connazionali in favore degli immigrati clandestini», afferma il giornalista, ricordando brevemente la protesta messa in atto il 18 febbraio scorso da un gruppo di persone trattenute nel Cie di Ponte Galeria, a Roma, dove sono stati danneggiati alcuni materassi e suppellettili. Quali sono stati i motivi di questa protesta? E' stata una manifestazione isolata? Anche in questo caso, il giornalista non fornisce alcun dato, né contestualizza l'episodio. Non vengono quindi specificate le dichiarazioni del sindacato di polizia circa queste strutture, né quelle delle varie delegazioni che hanno avuto accesso ai Cie, e tantomeno i rapporti internazionali. Così come non viene riportato che l'anno scorso due persone trattenute proprio a Ponte Galeria si sono suicidate.
Forse per l'autore i migranti non sono persone e per questo può affermare che «non si può sprecare il denaro con gli immigrati». Ma quello che per lui è uno spreco, noi lo vediamo come un investimento per l'Italia: martoriata da una crisi economica e sociale, può solo arricchirsi con l'inserimento positivo nel tessuto sociale di persone portatrici di nuove conoscenze. Persone che, tra l'altro, arricchiscono l'Italia nel vero senso della parola: contribuiscono al Pil per l'11,1% e versano nelle casse dello Stato quasi 11 miliardi di contributi previdenziali e fiscali l'anno, a fronte di una spesa di neanche 10 miliardi per i servizi a loro destinati, secondo i dati diffusi nel 2010 da Caritas/Migrantes.

Per quanto riguarda i detenuti, secondo i dati del Ministero della Giustizia, nel 2012 i cittadini stranieri rappresentavano il 35,7 per cento del totale dei detenuti, una percentuale per altro in diminuzione dal 2009 quando erano il 37,1 per cento. Il che dovrebbe indurre ad evitare generalizzazioni prive di ogni fondamento. Forse l'articolo di Calle è una provocazione. Ma le provocazioni, ancor più in tempi di crisi difficili come questi, possono diventare pericolose soprattutto se fatte sulla pelle delle persone.
Fonte:   http://babylonpost.globalist.it/Detail_News_Display?ID=56125



Fernando Calle comento en el Fuero Militar Policial


La labor fiscal se convierte en el principal elemento motivador de la acción del Fuero Militar Policial y por tanto quienes la ejercen deben ejecutar su labor preventiva y persecutoria del delito utilizando los instrumentos legales y técnicos más apropiados. Es una de la conclusiones de la conferencia llevada a cabo el día de hoy con motivo de la presentación del "Manual de actuaciones y formatos técnicos del fiscal militar policial".
El acto tuvo lugar en el auditorio principal del FMP y contó con la asistencia de distinguidas personalidades entre ellos los doctores Jose Pereira Rivarola, Fiscal Supremo; Fernando Calle Hayen, Magistrado Del Tribunal Constitucional; Mario Amoretti Pachas, Decano Del Colegio De Abogados De Lima; Francisco Miroquesada Rada, Ex ­ Director Del Diario "El Comercio"; así como vocales y fiscales supremos militares y policiales.

Los señores expositores, Dr. Mario Amoretti, decano del CAL, Dr. Francisco Miró Quesada Rada y Dr. Fernando Calle Hayen comentaron el texto del manual y ponderaron el valor de su contenido técnico, coincidiendo en que se trata de un avance importante en el campo del derecho especializado.

Fonte: 

http://www.fmp.gob.pe/FMP/html/2014-03-14/fiscales_militares_policiales_adoptan_guia_de_actuacion_para_investigar_delitos_y_desarrollar_proceso.html

Benito Mussolini inaugura Carbonia il 18 Dicembre 1938


Buy-back titoli obbligazionari regionali - Individuati gli intermediari finanziari - di Ministero dell'Economia e delle Finanze

                                                   Ministero dell'Economia e delle Finanze

L’articolo 45 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, prevede la possibilità per le Regioni di procedere al riacquisto di parte del loro debito, attraverso un’operazione a cui i detentori dei titoli saranno liberi di aderire, secondo le pratiche standard di mercato.
In attuazione del comma 8 dell’articolo 45 della richiamata Legge, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha individuato, tra gli Specialisti in titoli di Stato, i seguenti intermediari finanziari:
  • Citigroup Global Markets Ltd;
  • BNP Paribas;
  • Deutsche Bank AG;
  • Barclays Bank PLC.
A tali intermediari finanziari le Regioni che hanno emesso bond – già individuate in Abruzzo, Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 10 luglio 2014 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 12 luglio 2014) – potranno conferire apposito mandato per procedere al riacquisto dei titoli obbligazionari ammessi alle procedure di cui alla Legge n. 89 del 2014.

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Roma, 03 settembre 2014

LEPANTO - di Alessandro Mezzano



Quando le religioni monoteiste vivono lontane dall’azione moderatrice della cultura umanistica e di quella scientifica, sviluppano la loro parte peggiore nell’incultura dell’ignoranza diventando massimaliste, fanatiche e feroci.
Paradossalmente si allontanano persino dalla loro stessa dottrina che quasi sempre predica la misericordia ed il perdono che essi trasformano in odio e ferocia!
Per dimostrarlo, basterebbe fare un parallelo tra il cristianesimo delle crociate e dell’inquisizione e quello di oggi oppure tra l’Islam dei “mori” di Spagna, quando esso si esprimeva con l’alchimia, l’algebra, l’astronomia e la filosofia ed era tollerante verso ebrei e cristiani e quello che oggi esprime la idiota ferocia dell’ISIS..!
Stragi, torture, rapimenti, vessazioni che non dovrebbero essere la volontà di un Dio creatore e misericordioso, sono invece diventate per questi fanatici ignoranti la chiave di lettura di una religione che per loro esprime solamente gli aspetti peggiori e più bestiali dell’Uomo..!
Ma al di là delle considerazioni di ordine filosofico e morale resta il fatto concreto che oggi questo fenomeno che si sta sviluppando tra Iraq e Siria, che si sta estendendo anche in Africa e che ha sostituito la minaccia di Al Qaeda con una peggiore, costituisce un pericolo imminente per tutti coloro che vogliono vivere in libertà di coscienza ed in autonomia di fede.
E’ giunta l’ora di opporsi con tutta le forze alla espansione del “Califfato mondiale” e di distruggerlo prima che sia troppo tardi.
E’ giunta l’ora di abbandonare le posizioni attendistiche o quelle di immotivata tolleranza e di cominciare a pensare alla sopravvivenza della nostra civiltà, che non è certo la migliore possibile, ma che sicurissimamente è molto meglio di quella umiliante schiavitù che l’ISIS ci vorrebbe imporre con la forza!
Così come secoli fa l’occidente si coalizzò per sbaragliare a Lepanto l’Islam che stava invadendo l’Europa e minacciando la civiltà occidentale, anche oggi è giunta l’ora di coalizzare tutte le forze dell’occidente per combattere senza quartiere ed in campo aperto l’ISIS in qualsiasi terra esso si trovi, sino alla sua completa, assoluta e definiva distruzione!
Non è possibile dare ascolto a coloro che suggeriscono di dialogare con i capi dell’ISIS per trovare un accordo perché essi sono dei criminali fanatici che non hanno nessuna intenzione di accordarsi, ma che invece sono determinati a sopraffare, a schiavizzare e ad uccidere coma hanno già ampiamente dimostrato in Iraq, in Siria ed in Nigeria!
Nemmeno l’opzione di delegare la questione all’ONU, come “parte terza” è accettabile per il semplice motivo che l’ONU ha ripetutamente dato prova di assoluta incapacità di risolvere tali questioni.
“Mors tua vita mea”.. E’ questo il comandamento che ci impone oggi di dimenticare le divisioni ed i contrasti per unirci in una Crociata, non religiosa, ma civile, ed annientare il pericolo mortale che si affaccia alla ribalta della storia!
L’unico Jihadista buono è il Jihadista morto..!!
E bisogna cominciare dal fanatismo islamico che stiamo scioccamente tollerando in Europa, selezionando e scacciando senza esitazione e senza falsa pietà, “manu militari”, tutti coloro che aderiscono in qualsiasi modo ai movimenti estremisti islamici a cominciare dagli Imam che predicano nelle moschee ed arruolano volontari per la lotta armata contro di noi!

martedì 12 agosto 2014

Stima preliminare del Pil - di Istat


Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013.
Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del PIL della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.
Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2013.
Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dell'1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.

POLITICAMENTE CORRETTO/ MARÒ PORTIAMOLI A CASA



aise\ – “Mi congratulo con il nostro Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi, per aver convocato l’ambasciatore indiano, ma, a quanto mi sembra, forse dobbiamo usare altri mezzi per portare a casa ai nostri marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone”. Scrive infatti Alberto Calle in un articolo pubblicato sul portale politicamentecorretto.com, “ormai è passato molto tempo e sembrerebbe che la diplomazia non funzioni con l’India”.
“Forse”, prosegue Calle, “sarebbe opportuno sospendere ogni cooperazione con l’India e programmare un’esercitazione militare vicino alle coste dell’India, ma sempre in acque internazionali, direi di programmare l’esercitazione con la nostra marina militare presente nella base antipirateria sul Corno d’Africa. Naturalmente la porta del dialogo e della diplomazia resterebbe sempre aperta, in caso l’India desse segnale di dialogare e cooperare.
Basta ricordare quanto segue: il 3 aprile i nostri due marò sono stati interrogati dalla polizia indiana con l’autorizzazione del giudice di Kollam e, grazie al valore dei nostri due marò, non hanno risposto alle domande, giacché con giusta ragione hanno detto che non riconoscono la giurisdizione indiana.
Il governo centrale dell’India dovrebbe ascoltare meglio i suoi cittadini, visto che i cittadini indiani che vivono regolarmente nel nostro Paese hanno consegnato oltre 4 mila firme per chiedere la liberazione dei nostri due marò.
Il 20 aprile, l’avvocato dello Stato indiano ha criticato, durante un’udienza pressola Cortesuprema di New Delhi, l’operato della polizia del kerala che ha bloccato la nave Enrica Lexie, pur non avendone l’autorità perché l’incidente era avvenuto in acque internazionali, insomma, l’avvocato dell’India aveva riconosciuto finalmente la nostra posizione; però, il giorno dopo, il 21 aprile, la versione dell’avvocato viene smentita dal ministro indiano della marina mercantile.
A questo punto, si potrebbe dire che urge adottare altre misure oltre alla diplomazia per portare a casa ai nostri due marò: intanto, usare l’appoggio ottenuto dall’Unione Europea e dal G8 di Washington per fare pressione sul governo indiano e programmare un’esercitazione militare della nostra Marina Militare nelle acque internazionali, però, vicino alla costa dell’India e del territorio indiano, vale a dire, nel confine.
Credo che il nostro ambasciatore in India, Giacomo Sanfelice, abbia fatto molto bene a passarela Pasquacon i nostri due marò. Mi auguro una pronta liberazione e che finalmente i nostri due marò possano ritornare a casa loro”. (aise)

Fonte:

http://italianamericancommunications.org/politicamente-corretto-maro-portiamoli-a-casa-di-alberto-calle/#.U-prauxH7IX